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La mostra personale online "Velocità Silenziosa" della professoressa Sergia AvvedutiTime:2026-09-25

La mostra personale online "Velocità Silenziosa" della professoressa Sergia Avveduti, organizzata da DoBe Italy, Sino Italian Design Exchange Center, Cross - Cultural Communication and Development Association (CCCDA), con il patrocinio del Comune di Firenze e il supporto dello Shanghai Promotion Center for City of Design, è stata inaugurata alle ore 12:00 (ora italiana) del 25 Settembre 2026.

 

 

Velocità Silenziosa

La ricerca di Sergia Avveduti prende avvio dall'immenso archivio iconografico della storia dell'arte, assunto non come repertorio da citare ma come materia da interrogare e trasformare. Dipinti, architetture, paesaggi e oggetti vengono sottratti alla loro funzione originaria per entrare in un processo di riscrittura in cui memoria e immaginazione ridefiniscono continuamente il senso delle immagini. Il viaggio, inteso tanto come esperienza fisica quanto come attraversamento del tempo e della cultura visiva, costituisce uno dei nuclei della sua pratica. 

Fotografia, video, installazione, scultura, collage e pittura digitale convivono in una ricerca unitaria, fondata su una costante riflessione sullo spazio come costruzione percettiva. Nel video In lingua matematica l'architettura si configura come organismo in continua trasformazione: attraverso l'animazione, costruzione e decostruzione si alternano in una sequenza in cui anche la componente sonora contribuisce a modificare la percezione dello spazio, sospendendone la consistenza fisica a favore di una dimensione mentale. Lo spazio è il centro della ricerca di Avveduti. Architetture e paesaggi vengono isolati, ricomposti e messi in relazione secondo analogie e discontinuità che alterano la stabilità della rappresentazione. La figura umana, quando compare, è ridotta a traccia o a soglia; più spesso è la sua assenza a strutturare l’immagine. Lo sguardo si concentra così su ciò che normalmente resta marginale, dove il luogo si emancipa dalla funzione di sfondo per diventare struttura attiva della visione. La manipolazione digitale delle immagini storiche rappresenta uno degli strumenti privilegiati della sua indagine. Eliminando i protagonisti delle composizioni originarie e ricostruendone gli sfondi, Avveduti modifica la gerarchia visiva dello sguardo. In opere come Oloferne e Giuditta il racconto si sposta dall'azione allo spazio che la contiene: architetture, dettagli, vuoti e trasparenze acquistano una nuova autonomia narrativa, mentre il silenzio diventa parte integrante della costruzione visiva. Anche la scultura nasce da questa logica di traslazione. Oggetti d'uso, elementi architettonici e modelli costruttivi vengono ricombinati in configurazioni che mettono in relazione funzione e immaginazione. In Eggcup una città fortificata coincide con un portauovo; in Tifone il dettaglio ingrandito di un meccanismo d'orologio sostiene l'immagine di una costellazione lontana, stabilendo una relazione tra tempo e spazio; in Teatro dei leggeri un intreccio di canne fumarie genera una struttura che oscilla tra riconoscibilità e astrazione, dove l’architettura si comporta come sistema instabile di relazioni. Questa stessa tensione attraversa installazioni come Il castello di carte, dove immagini derivate da Tiepolo e Canova, stampate su twill, diventano superfici leggere e mobili. I pannelli, obliquamente accostati, non funzionano come superfici autonome ma come elementi interdipendenti, in cui la relazione tra le parti produce la tenuta dell’insieme. Le architetture e i paesaggi, privati della figura, si dispongono come sequenze di spazio che si sostengono reciprocamente, mentre il supporto tessile introduce una qualità materica che attenua la distanza tra immagine e superficie. In Anni tra i secondi, in cui mani di cera che stringono forbici dialogano con le figure allegoriche del Museo Davia Bargellini di Bologna, attivando una riflessione sulla memoria del gesto e del lavoro. L'opera di Sergia Avveduti si costruisce così come un esercizio di sottrazione e di ricomposizione, in cui il patrimonio della storia dell'arte viene interrogato per restituire nuove possibilità di visione. Ogni lavoro apre uno spazio intermedio, dove il passato non è oggetto di nostalgia ma materia disponibile a nuove configurazioni del presente.

 

 

 

寂静的速度|Velocità silenziosa

纸上拼贴 collage su carta

70 x100cm, 2018

 

 

时钟机械17号|Meccanismo d'orologio n° 17

木材、宣纸、花边编织带、白桦木

legno, carta di riso, passamaneria, betulla bianca

100x80x190cm, 2007

 

 

庇护所|Asilo

丝绸和铝上印刷 stampa su seta e alluminio

82x42x42cm, 2021

 

 

太阳边缘|Ciglio di sole

锌板印刷和陶瓷石膏 stampa su zinco e gesso ceramico 

20x32x32cm, 2020

 

 

蛋杯|Eggcup

p.v.c. 覆于木上,鸡蛋  p.v.c. su legno, uovo 

D50x h88cm, 1999

 

 

拨弦|Pizzicato

热转印于斜纹布 stampa sublimatica su twill

60x40cm, 2025

 

 

纸牌城堡(细节)| Il castello di carte(dettaglio)

热转印于斜纹布、卡纸 stampa sublimatica su twill, cartoncino 

42x26x35cm, 2025

 

 

台风|Tifone

锌板印刷(20×24)、钢、木材

stampa su zinco 20x24 , acciaio, legno

133x80x81cm, 2021

 

 

纸牌城堡(细节)| Il castello di carte (dettaglio) 

热转印于斜纹布、卡纸 stampa sublimatica su twill, cartoncino 

42x26x35cm, 2025

 

 

纸牌城堡|Il castello di carte

热转印于斜纹布、卡纸 stampa sublimatica su twill, cartoncino 

42x26x35cm, 40x23x35cm, 2025

 

 

轻盈的剧院 | Teatro dei leggeri

多种不同木材雕塑 scultura in essenze diverse di legno

90x5x100cm, 2024

 

 

纸牌城堡(细节)|Il castello di carte(dettaglio)

热转印于斜纹布、卡纸 stampa sublimatica su twill, cartoncino 

42x26x35cm, 2025

 

 

时钟机械13号|Meccanismo d'orologio n° 13

胡桃木 noce, 150x80x27cm. 

中央 al centro

 

火源初起|Principio d'incendio

拉姆达打印 lambda print, 28x20cm, 2002

左侧 a sinistra

 

 

霍洛弗尼斯和朱迪斯|Oloferne e Giuditta

富士相纸拉姆达打印裱于迪邦铝板

(参照拉维尼娅·丰塔纳,《朱迪斯与霍洛弗尼斯的头颅》,约1600年,博洛尼亚)

stampa lambda su carta fotografica Fuji su dibond

(Lavinia Fontana da Giuditta con al testa di Oloferne, 1600 circa, Bologna)

125x97cm, 2026

 

 

秒隙间的岁月|Anni tra i secondi

现成物、蜡 object trouvé, cera

10x7x29cm, 13x8x32cm, 2025

 

 

 

 

 

 

Sergia Avveduti

Artista |Professoressa

 

 

 

Sergia Avveduti (Lugo, 1965), vive e lavora a Bologna, insegna presso l'Accademia di Belle Arti. 

La personale Perpexs, curata da Roberto Daolio presso la Galleria Neon nel 1999, segna l’inizio di un percorso incentrato sulla rielaborazione della storia e dell’arte per esplorarne gli aspetti più enigmatici e sfuggenti in relazione all’idea del tempo. L’artista pone al centro della sua pratica un intervento sul potenziale delle immagini, in particolare delinea il modo in cui il senso, all’interno della dimensione visiva, possa essere rielaborato e reinterpretato verso esiti inediti. L’arte e l’architettura, in quanto mondi connessi, sono soggette ad alterazioni fino a definire un immaginario privato, individuale. L’idea di viaggio e di paesaggio viene indagata ricorrendo a sensazioni e suggestioni soggettive. Fotografie, video, installazioni, sculture e disegni sono i linguaggi privilegiati, attraversati da una leggera e lirica vena narrativa.

 

Tra le mostre collettive più significative a cui ha partecipato si segnalano: 

2025 – A scientific encounter: the complex, a cura di Gino Gianuizzi e Wolfgang Weileder, Museo di Palazzo Poggi, Bologna.

2024 – Eccentriche nature, a cura di Pasquale Fameli con la collaborazione di Valentina Rossi, Cubo Unipol, Bologna.

2021 – Paesaggi Personali, a cura di Serena Becagli, Galleria Vannucci, Pistoia.

2021 – Memorie per dopodomani, a cura di Irene Biolchini, Galleria AF, Bologna.

2021 – No Neon No Cry, a cura di Gino Gianuizzi, MAMbo, Bologna.

2021 – Hidden Displays, 1975-2020 Progetti non realizzati a Bologna, a cura di Elisabetta Modena e Valentina Rossi, MAMbo, Bologna.

2021 – Un secolo di disegno in Italia, a cura di Maura Pozzati e Claudio Musso, Fondazione del Monte di Bologna.

2020 – Non Giudicare, a cura di Viola Emaldi, Ex convento di San Francesco, Bagnacavallo.

2018 – Operabuffa, a cura di Maura Pozzati e Antonio Grulli, Fondazione del Monte, Bologna.

2018 – Grafèin, scrivere il segno, a cura di Fabiola Naldi, La Galleria, Palazzo del Capitano, Mantova.

2017 – Chronos, una riflessione sul tempo, a cura di Angela Madesani, Palazzo Barbò, Torre Pallavicina, Bergamo.

2017 – Solo figli, Padiglione L'Esprit Nouveau, Bologna.

2016 – W. Women in Italian Design, a cura di Silvana Annicchiarico, Triennale Design Museum 9, Milano.

2014 – In forma di ceramica, a cura di Stefano Coletto e Matteo Zauli, Fondazione Bevilacqua La Masa, Venezia.

2010 – Quali cose siamo. III Triennale Design Museum, a cura di Alessandro Mendini, Triennale di Milano.

2008 – Notebook. Oggetti a funzione estetica, a cura di Michela Arfiero e Daniela Lotta, Neon>FDV, Milano.

2008 – Focus on Contemporary Italian Art. La collezione, a cura di Gianfranco Maraniello, MAMbo, Bologna.

2008 – XV Quadriennale nazionale d'arte di Roma, Palazzo delle Esposizioni, Roma.

2007 – La giovine Italia, a cura di Renato Barilli, Pinacoteca Nazionale di Bologna.

2007 – Tre Stanze, Spazio A Gallery, Pistoia.

2006 – On Air, a cura di Andrea Bruciati e Antonella Crippa, Palazzo Kapetan Misino Zdanje, Belgrado.

2005 – Bologna Contemporanea, a cura di Peter Weiermair, Galleria d’Arte Moderna, Bologna.

2003 – Ratio, a cura di Andrea Bruciati, Galleria Comunale d’Arte Contemporanea, Monfalcone.

2003 – Assenze/presenze. Una nuova generazione di artisti italiani, a cura di Emmanuell Lambion, Le Botanique, Bruxelles.

2002 – Unisci i punti, a cura di Daria Filardo e Thierry Ollat, Atelier des Artistes, Marseille.

2002 – Mostra dei progetti di “Arte all’Arte” Art Contest Teatro de’ Leggieri, San Gimignano, a cura di Emanuela De Cecco e Vicente Todolí, Palazzo delle Papesse, Siena.

2002 – Nuovo spazio Italiano, a cura di Giorgio Verzotti, Galleria Civica di Trento, Palazzo delle Albere.

2002 – Exit. Nuove geografie della creatività italiana, a cura di Francesco Bonami, Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Torino.

2001 – No Border, a cura di Claudio Spadoni, S. Maria delle Croci, Ravenna.

2001 – Strategies Against Architetture II, a cura di Luca Cerizza, Fondazione Teseco, Pisa.

2001 – The Overexcited Body, a cura di Adelina Von Fustemberg e Yorgos Tzirtzilakis, Palazzo dell’Arengario, Milano.

 

Tra le mostre personali si segnalano: 

2026 – Ombra custode, a cura di Elena Forin, Museo Davia Bargellini, Bologna.

2023 – Svolgere Riavvolgere, a cura di Marinella Paderni, Maison laviniaturra, Bologna.

2019 – Sergia Avveduti (personale), Surplace, Varese.

2019 – Facile, con T-yong Chung, a cura di Gino Gianuizzi, Gallerie L'Entrepot, Monaco.

2018 – Oasi, a cura di Marinella Paderni, AF Arte Contemporanea, Bologna.

2012 – Confini porosi, a cura di Daniela Lotta, Nuovo, Palazzo delle Esposizioni, Faenza.

2010 – Grand Tour, insieme a Klodin Erb, a cura di Maria Chiara Valacchi, Spazio Cabinet, Milano.

2010 – Mnemòsyne, a cura di Marco Tagliafierro, Erastudio HouseGallery, Milano.

2009 – Velocità silenziosa, Palazzo del Commercio, Lugo (Ravenna).

2009 – Rimbalzo, Agenzia 04, Bologna.

2004 – Coalizione, a cura di Luca Beatrice, Antonio Colombo Arte Contemporanea, Milano.

2000 – Arsenale, a cura di Roberto Daolio, Antonio Colombo Arte Contemporanea, Milano.

1999 – Perpexs, a cura di Roberto Daolio, Galleria Neon, Bologna.

 

Premi: 

2003 – Premio Maretti

2019 – Premio Rotary Club, Arte Fiera, Bologna

2020 – Premio Carapelli for Art